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Bibliografia ragionata: Dal 1963 al 1999 Tutte le uscite italiane in cronologia e commento

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PREMESSA: La seguente “carrellata” bibliografica era apparsa sul vecchio sito di “The Arkham Page”, nel 1999, e naturalmente è rimasta aggiornata a quella data. Fa parte di un più ampio “work in progress” inteso a puntualizzare in modo sistematico e definitivo la situazione editoriale in Italia su Howard Phillips Lovecraft; redatta con criterio cronologico per illustrarne la fortunata ascesa, si pone quindi come una sorta di guida “ragionata” a tutte le edizioni a lui dedicate uscite nel nostro paese fino alla data in oggetto. Sono stati deliberatamente omessi solo i volumi di giochi di ruolo basati su invenzioni lovecraftiane, le riduzioni a fumetti (ad es. il volume dei “Miti di Cthulhu” disegnati da Alberto Breccia), e i vari numeri speciali o monografici intitolati ad HPL usciti su rivista o nell’ambito di iniziative fanzinistiche (es. “Il Re in Giallo”, “Star”, “Metal Extra”, “Il Circolo di Lovecraft” ecc.). Ci si augura, pur con tutti i limiti dovuti alla mancanza di aggiornamenti, che possa comunque risultarne un’utile guida per gli appassionati così come per i cultori, i collezionisti, e chiunque intenda riordinare con certosino criterio il proprio scaffale lovecraftiano. Tutti i titoli in elenco fanno parte della Collezione Lovecraft di Pietro Guarriello. Per qualunque commento alla lista, per segnalare omissioni ecc., potete contattare il seguente indirizzo e-mail: studilovecraft@yahoo.it

ANNI SESSANTA

1963

  • COLUI CHE SUSSURRAVA NEL BUIO, a cura di Carlo Fruttero e Franco Lucentini, “Urania” n. 310, Mondadori, Milano, 16 giugno 1963, pp. 152, £. 150. Traduzioni di Adalberto Chiesa e Sarah Cantoni. La prima antologia italiana di Lovecraft. Oltre alla storia del titolo comprende, in traduzioni però parziali e in alcuni punti errate, “Il Modello di Pickman” e “Il Colore Venuto dal Cielo”. È inclusa una paginetta introduttiva dei curatori, che nonostante le critiche ricevute per le manipolazioni operate sui testi di Lovecraft, sono stati i primi in Italia a riconoscere il valore della sua narrativa ed a presentarne l’opera nel nostro paese.

1966

  • LE MONTAGNE DELLA FOLLIA [a cura di Massimo Pini], Collana “I Giorni” n. 15, Sugar, Milano, 1966, pp. 322, £. 1.800. Tr. di Giovanni De Luca. Traduce la prima parte dell’antologia At the Mountains of Madness and Other Novels, pubblicata in USA nel 1964 dall’Arkham House, e comprende il romanzo omonimo più altre 3 storie (“Il Caso di Charles Dexter Ward”, “La Casa Sfuggita” e “La Dichiarazione di Randolph Carter”). È la prima raccolta di un certo rilievo di Lovecraft ad apparire in Italia in edizione rilegata. La cura editoriale lascia comunque molto a desiderare, e manca una qualsiasi introduzione che allora poteva servire a far luce sulla figura e sull’opera di HPL, da noi pressochè sconosciuto in quel periodo. Particolarmente scadenti, inoltre, le traduzioni di Giovanni De Luca, forse le peggiori apparse in Italia. Il libro è stato ristampato varie volte in edizione tascabile: prima da Longanesi nel 1974 (“I Libri Pocket” n. 480) e poi dalla stessa Sugar – suddiviso in due volumetti titolati rispettivamente “Le Montagne della Follia” e “Il Caso di Charles Dexter Ward” – nel 1983 (Collana “Tasco” n. 65 e n. 71) e nel 1994 (“Tasco Letteratura” n. 37 e n. 38).
  • I MOSTRI ALL’ANGOLO DELLA STRADA, a cura di Carlo Fruttero e Franco Lucentini, “Varia” Mondadori, Milano, 1966 [ II° ed. 1974 ], pp. 448, £. 4.000. Traduzioni: Maria Luisa Bonfanti, Sarah Cantoni, Floriana Bossi, Elena Linfossi, Lodovico Terzi, Roberto Mauro; Intr. dei curatori. La più popolare antologia italiana di Lovecraft. In bel volume rilegato (la 1° edizione è racchiusa in astuccio bianco) con sovracopertina disegnata dall’ottimo Karel Thole, sono raccolti 17 racconti suddivisi in due sezioni: (a) Il Mito di Cthulhu; (b) Altri Orrori. Un volume remarcabile, se non fosse per le pecche di traduzione: com’era politica di Fruttero e Lucentini, le storie furono sottoposte infatti ad un bizzarro editing che ne ha stravolto il senso narrativo, viziando di fatto un’opera altrimenti meritevole. Questa tendenza a voler “accorciare” o manipolare senza motivo le storie di Lovecraft sarà, con pochissime eccezioni,  ricorrente in tutte le edizioni a venire fino agli anni Novanta. Nell’introduzione, “Storia delle Storie di Lovecraft”, i curatori offrono una chiave di lettura abbastanza insolita ma perspicace, anche se in alcuni passi seguono la scìa delle false “leggende” nate in America sulla figura di HPL. La ristampa del 1974 ha una diversa copertina.

1967

  • LA CASA DELLE STREGHE E ALTRI RACCONTI [a cura di Massimo Pini], Collana “Week End” n. 17, Sugar, Milano, 1967, pp. 340, £. 2.000. Traduzione di Giovanni De Luca. Seconda parte con i racconti di Lovecraft contenuti nell’antologia originale At the Mountains of Madness. Oltre alla storia del titolo, include “La Chiave d’Argento”, Attraverso le Porte della Chiave d’Argento” (con E. Hoffmann Price) e “Il Miraggio dello Sconosciuto Kadath”. Le pecche sono le stesse di cui si è detto per il precedente LE MONTAGNE DELLA FOLLIA (v.). Ristampato in tascabile due volte da Longanesi (nel 1974 ne “I Libri Pocket” n. 457, e nel 1977 nei “Super Pocket” n. 242) e poi da Sugar, suddiviso in 2 volumetti, nel 1984-85 (“La Casa delle Streghe” e “Il Miraggio dello Sconosciuto di Kadath”, Collana “Tasco” n. 83 e n. 92) e nel 1994 (“Tasco Letteratura” n. 39 e n. 40).

ANNI SETTANTA
1975

  • I MITI DI CTHULHU, a cura di August Derleth, Gianfranco de Turris e Sebastiano Fusco, Collana “Orizzonti” n. 7, Fanucci, Roma, 1975, pp. 448, £. 5.500. Tr. di Alfredo Pollini e S. Fusco; Intr. dei curatori. Versione modificata e ampliata dell’originale antologia derlethiana “Tales of the Cthulhu Mythos” (pubblicata dall’Arkham House nel 1969), presenta magnifici racconti dei “parenti letterari” di Lovecraft, suoi precursori e contemporanei o a lui successori. Sono incluse quindi storie di Poe, Bierce, Hodgson, Dunsany, Long, Smith, Howard, Derleth, Lumley, Campbell, ecc., insieme a inediti frammenti e a una storia epistolare dello stesso HPL. Un libro splendido, profusamente annotato e commentato e che per rigore bibliografico si pone ancora oggi come un esempio di cura editoriale. È incluso un saggio di August Derleth (“Genesi e Struttura dei Miti di Cthulhu”) e uno di Dirk W. Mosig (“Lovecraft Mitografo”) scritto appositamente per questa edizione. Nel 1980, quest’antologia ha avuto un mediocre seguito curato da Ramsey Campbell, New Tales of the Cthulhu Mythos, anch’esso tradotto in italiano da Fanucci (Orrore a Crouch End, 1990) ma, con una opinabile operazione commerciale, fatto passare per un’opera di Stephen King!

1976

  • NELLE SPIRE DI MEDUSA, a cura di Gianfranco de Turris e Sebastiano Fusco, Collana “Orizzonti” n. 10(I°), Fanucci, Roma, 1976, pp. 276, £. 3.800. Tr. di Roberta Rambelli; Intr. dei curatori. Traduce la prima parte dell’ampia antologia originale The Horror in the Museum and Other Revisions (Arkham House, 1970), con tutte le revisioni e le collaborazioni letterarie di Lovecraft, compresi i racconti scritti come ghost-writer per conto di altri autori. Al tempo tali storie erano assolutamente inedite in Italia. Compreso nel volume è un memoriale di Dirk W. Mosig (“Il Gentiluomo di Providence”) e uno scritto di August Derleth (“Le Revisioni di Lovecraft”). Affascinante la copertina “surrealista” di Karel Thole.
  • SFIDA DALL’INFINITO, a cura di Gianfranco de Turris e Sebastiano Fusco, Collana “Orizzonti” n. 10(II°), Fanucci, Roma, 1976, pp. 340, £. 4.200. Tr. di Roberta Rambelli; Intr. dei curatori. Seconda uscita con le storie di Lovecraft apparse a firma altrui, scritte in collaborazione o frutto del suo lavoro di revisore di testi, qui presentate nell’eccellente traduzione della compianta Roberta Rambelli. Notevole l’apparato critico, che include, oltre alla perspicace introduzione dei curatori e alla loro ancora fondamentale “Guida alla Lettura di Lovecraft”, un saggio di Sam Moskowitz (“Dall’Orrore alla Fantascienza”) e una serie di ricordi su HPL scritti da chi lo conobbe.

1977

  • IL GUARDIANO DELLA SOGLIA, a cura di Gianfranco de Turris e Sebastiano Fusco, Collana “Orizzonti” n. 12(I°), Fanucci, Roma, 1977, pp. 236, £. 4.500. Tr. di Alfredo Pollini; Intr. dei curatori. In realtà, seppure il nome di Lovecraft campeggia sulla copertina insieme a quello di August Derleth, si tratta di un romanzo scritto da quest’ultimo sulla base di due brevissimi “frammenti” non datati di HPL. Il libro è d’interesse soprattutto per lo scrupoloso apparato saggistico di contorno alla novella, tra cui si distinguono i bei saggi di Claudio De Nardi (“Alla Ricerca della Chiave d’Argento”) e di Giuseppe Lippi (“Il Triplice fascino di H. P. Lovecraft”), che da soli valgono ampiamente la fatica nel reperire il volume. Esiste comunque un’edizione tascabile, fatta uscire da Fanucci nel 1992 con la stessa impostazione tipografica ma diversa copertina (anonima, mentre la precedente era di Karel Thole).
  • LA LAMPADA DI ALHAZRED, a cura di Gianfranco de Turris e Sebastiano Fusco, Collana “Orizzonti” n. 12(II°), Fanucci, 1977, pp. 286, £. 4.500. Tr. di Alfredo Pollini; Intr. dei curatori. Comprende 15 racconti scritti da August Derleth in “collaborazione postuma” con Lovecraft, cioè basandosi su appunti e idee lasciate incompiute dal Maestro di Providence. Nonostante Derleth sia stato una specie di “esecutore testamentario” di HPL, queste storie risentono soprattutto della sua libera e personale interpretazione dei “Miti di Cthulhu”. Incluso come “premessa” è uno scritto in memoria dei due autori di April Derleth, che non è la “vedova” di August Derleth (come erroneamente affermano i curatori nella loro introduzione), bensì la figlia. Come per il
    precedente volume, anche questo è stato ristampato nel ’92 nei Tascabili fanucciani, con la stessa grafica editoriale ma diversa copertina, anch’essa anonima.

1978

  • OPERE COMPLETE, a cura dell’editore, Sugar, Milano, 1973, pp. 940, £. 6.500 [ II° ed. 1978, pp. 950, £. 10.000; III° ed. 1983; IV° ed. 1989, pp. 950, £. 40.000 ]. Traduzioni di Alda Carrer, Maria Luisa Bonfanti, Giovanni De Luca, Sarah Cantoni, Roberto Mauro; “Nota biografica” di August Derleth. Per anni questo grosso tomo è stato l’edizione di riferimento di Lovecraft nel nostro paese, in quanto in un solo colpo riunisce quasi tutta la sua produzione narrativa (non le sue “opere complete”, come erroneamente riportato dal titolo, in quanto mancano i saggi, le poesie, le revisioni-collaborazioni, le lettere, ecc.) ovvero 4 novelle e 45 racconti, più l’ampio saggio “L’Orrore Soprannaturale nella Letteratura”. Nonostante ciò le traduzioni, molte delle quali riprese dai volumi apparsi in precedenza, sono mediocri e presentano numerosi difetti, il più vistoso la parzialità dei testi. Con articoli a riguardo, apparsi su svariate riviste e fanzine, sono su questo fatto intervenuti a più riprese G. de Turris e S. Fusco (in particolare si ricorda quello titolato “Le Incomplete Opere Complete di Lovecraft”, in Pianeta n. 57). Anche la datazione e la cronologia dei racconti è errata. Sulla ristampa successiva del 1978 (riedita due volte, nel 1983 e nel 1990, in veste rilegata, mentre le
    precedenti edizioni sono in brossura) ha rimediato in parte Giuseppe Lippi, che includeva una sua “Presentazione”, una biliografia e cronologia, e aggiustava minimamente i testi basandosi sulle indicazioni fornite da Fusco e de Turris. In copertina appare il disegno di un idolo sudamericano, che nelle tre edizioni seguenti è stato sostituito con la celebre silhuette di Lovecraft disegnata da Perry, ripetuta in montaggio “sfumato”.

1979

  • NECRONOMICON – Il Libro Segreto di H. P. Lovecraft, a cura di George Hay, Collana “Zodiaco” n. 2, Fanucci, Roma, 1979, pp. 240, £. 5.000 [ II° ed. 1987, £. 18.000 ]. Tr. di Alfredo Pollini; Intr. di Colin Wilson. Il più classico e famoso dei falsi Necronomicon. Comprende la “ricostruzione” del Libro Proibito fatta al computer da David Langford, che riconduce il celebre pseudobilia al Liber Logaeth di John Dee conservato al British Museum (ma il contenuto di quest’ultimo, in realtà, non ha nulla a che vedere con quanto “decifrato”, tra virgolette, dal fantascientista Langford). Geniali, in ogni modo, la lunga e dotta disquisizione di Wilson e le altre pseudo-argomentazioni
    comprese nel volume, che mescolando in maniera convincente realtà e finzione hanno ingannato non pochi e indotto numerosi occultisti a credere nella reale esistenza del Necronomicon. Lo stesso S. T. Joshi, massimo esperto di HPL, ha definito il libro “ingegnoso”. Per i retroscena “veri” della sua ricostruzione, si deve comunque fare riferimento alla scrupolosa indagine di Daniel Harms e J. Wisdom Gonce, pubblicata come “The Necronomicon Files: The Truth Behind the Legend” (Night Shade Books, Mountain View, CA, 1998). La presente traduzione si arricchisce di una “Appendice Italiana”, con scritti di Giuseppe Lippi e Gustavo Gasparini, e di un “Portfolio” di illustratori lovecraftiani.
  • LOVECRAFT, di Gianfranco de Turris e Sebastiano Fusco, Collana “Il Castoro” 156, La Nuova Italia, Firenze, 1979, pp. 146, £. 10.000. A tutt’oggi l’unica monografia su Lovecraft scritta e pubblicata in Italia. In tredici capitoli viene ripercorsa e indagata la carriera del Sognatore, dagli esordi ai Miti di Cthulhu e da questi alla fantascienza degli ultimi racconti. Non mancano capitoli dedicati a “Lovecraft e l’occulto”, annosa e controversa questione che ogni tanto si ripropone, e alle poesie, ai saggi e all’epistolario di Lovecraft. È un libro ancora valido, efficace soprattutto sul piano dell’interpretazione “simbolica” (nella quale i due autori si distinguono) e utile a chi voglia approfondire HPL sotto tale punto di vista; anche se, per quanto riguarda
    aspetti più “letterari”, risulta ormai innegabilmente datato visti gli enormi sviluppi critici, le nuove scoperte e il minuzioso lavoro di scavo biobibliografico compiuti nell’ultimo ventennio dalla critica americana ed europea su Lovecraft, di cui ancora molto poco si conosce in Italia. In appendice si trova un’ampia bibliografia che, allora, costituì il primo remarcabile tentativo per fare il punto sulla situazione editoriale italiana ed estera.

ANNI OTTANTA
1980

  • I MOSTRI ALL’ANGOLO DELLA STRADA, a cura di Fruttero e Lucentini, “Oscar Fantascienza” n. 26, Mondadori, Milano, 1980, pp. 432, £. 4.000. Trad. di Sarah Cantoni, Maria Luisa Bonfanti, ecc. Prima edizione economica della popolare antologia del 1966 (v.). In questa forma conoscerà varie ristampe in quanto Mondadori la ripubblicherà di continuo fino all’inizio degli anni Novanta, quando viene rimpiazzata dai 4 tomi della nuova raccolta lippiana di “Tutti i Racconti” di Lovecraft (v.) Straordinaria la copertina di Karel Thole.

1983

  • COLUI CHE SUSSURRAVA NEL BUIO, a cura di Carlo Fruttero e Franco Lucentini, “I Classici” di Urania n. 70, Mondadori, Milano, gennaio 1983, pp. 240, £. 2.500. Traduzioni di Sarah Cantoni, Roberto Mauro, Floriana Bossi. Ristampa i tre racconti di HPL apparsi sul n. 310 di Urania (v.) con in più “L’Orrore di Dunwich” e “La Maschera di Innsmouth”. Per le traduzioni vale il discorso fatto per la vecchia antologia.

1986

  • NEL REGNO DELLA PAURA. Racconti Scelti, Collana “Tenebre”, Ed. Euroclub, Milano, 1986, pp. 240, £. 12.000. Tr. di Alda Carrer, Giovanni De Luca e Maria Luisa Bonfanti. Si tratta di un libro abbastanza raro in quanto è la prima antologia di Lovecraft pubblicata da un “Club del Libro”. In ed. rilegata sono raccolte 4 storie (“L’Orrore di Dunwich”, “Le Montagne della Follia”, “I Ratti nel Muro”, “La Tomba di Famiglia”) nelle traduzioni riprese dal tomo delle Opere Complete (v.). Suggestiva la copertina che riprende le icone di alcuni racconti classici di Lovecraft.

1987

  • VITA PRIVATA DI H. P. LOVECRAFT. Documenti e Testimonianze per una Biografia, a cura di Claudio De Nardi, “Biblioteca” Reverdito, Trento, 1987, pp. 312, £. 25.000. Trad., “Postfazione” e Note di C. De Nardi. Il libro più bello pubblicato in Italia su Lovecraft, che più d’ogni altro è servito a sfatare da noi le false leggende circolanti sull’uomo e lo scrittore. Include importanti testimonianze di persone che lo conobbero (notevoli in particolare quelle dell’amico W. Paul Cook e della moglie Sonia Davis) e il saggio di Fritz Leiber “Un Copernico Letterario”, forse il miglior contributo critico mai scritto su HPL. In appendice c’è anche un ricordo di S. T. Joshi (“Dieci Anni con Lovecraft”), che qui compendia una decade di studi e ricerche fatte sull’opera dello
    scrittore. Include inoltre preziose foto di Lovecraft e dei luoghi dov’è vissuto. Oggi è un libro raro, e le poche copie raggiungono quotazioni astronomiche sul mercato dell’antiquariato.
  • AZATHOTH. Il Ciclo di Cthulhu: Volume I, 1917-1926, a cura di Sebastiano Fusco e Gianni Pilo, Collana “Tutto Lovecraft” n. 1, Fanucci, Roma, 1987, pp. 320, £. 30.000. Tr. di Daniela Galdo, S. Fusco e G. Pilo. Primo tomo di un’ambiziosa iniziativa intesa per presentare l’intera opera di Lovecraft suddivisa in più volumi rilegati, con molto materiale inedito (in prevalenza poesie e lettere) e saggi sullo scrittore appositamente tradotti. Nonostante l’immenso sforzo editoriale, l’opera non è esente da difetti e vi sono varie manchevolezze: in primis, si nota l’assenza di un qualsivoglia apparato iconografico che si palesa soprattutto nelle monocordi copertine in nero lucido. I racconti sono stati poi suddivisi per tematiche (e non presentati cronologicamente come sarebbe stato più corretto fare), con un criterio che, a volte, desta anche qualche perplessità. In più c’è il difetto dei vecchi testi: sono stati infatti riutilizzati quelli apparsi in precedenza in Italia, senza considerare l’operato svolto negli Stati Uniti da S. T. Joshi, il quale, attenendosi in modo fedele ai manoscritti originali (conservati alla “John Hay Library” di Providence) ha dato alle stampe tra il 1982 e il 1989 nuove e corrette edizioni dei racconti dello scrittore, dov’è stato posto rimedio ai numerosi errori e alle parzialità che viziavano le precedenti versioni. In tal modo, l’operazione di Fanucci (strutturata in 12 volumi, ma inizialmente ne erano previsti di più) si pone come un’occasione mancata, non dando neppure indicazione delle fonti originali né altro dato utile per i ricercatori; riferimenti che, perlomeno, sarebbero stati d’obbligo in un’edizione pensata in primo luogo per cultori e studiosi. Il presente volume che apre il ciclo, è tuttavia interessante per scoprire gli inediti “abbozzi” di Lovecraft e le sue “storie sognate”, che però altro non sono che brani estratti dall’epistolario dello scrittore.
  • L’IDOLO SENZA NOME. Il Ciclo di Cthulhu, Volume Secondo: 1927, a cura di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco, Collana “Tutto Lovecraft” n. 2, Fanucci, Roma, 1987, pp. 352, £. 30.000. Trad. di Daniela Galdo, S. Fusco e G. Pilo. La prima parte comprende il romanzo “Il Caso di Charles Dexter Ward” (riciclato nella vecchia tr. Sugar) più “Il Colore Venuto dallo Spazio”. Nella seconda parte ci sono invece le “Storie Inventate” (brevi raccontini estrapolati dalle lettere di HPL) e le “Storie in Versi”, con alcune poesie d’argomento fantastico di Lovecraft compresa la serie dei “Funghi da Yuggoth”, che appaiono per la prima volta in italiano ma in resa poetica a dir poco indecente. Completano il volume “memorie” su HPL di James Morton, Edward H. Cole e altri. Purtroppo, com’è caratteristica di tutti i libri della presente serie, non viene dato nessun ragguaglio bibliografico né indicazione delle fonti da cui si è attinto.

1988

  • XINAIAN. Il Ciclo di Cthulhu, Volume Terzo: 1928-1930, a cura di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco, Collana “Tutto Lovecraft” n. 3, Fanucci, Roma, 1988, pp. 480, £. 30.000. Trad. di Maria Teresa Tenore, Piero Kobau, S. Fusco e G. Pilo. La sezione più interessante di questo volume è costituita da alcuni saggi filosofici scritti da Lovecraft (come “Idealismo e Materialismo”, “Nietsche e il Realismo”, “Eredità e Modernismo”) e da pregevoli interventi critici di contorno alle storie di Andrew Rotovius (lo splendido “Lovecraft e i Megaliti della Nuova Inghilterra”), Dirk W. Mosig e Francoise Riviere. Le traduzioni degli scritti in collaborazione di HPL, tra cui il racconto che dà nome all’antologia (tit. orig.: “The Mound”) sono quelle di Roberta Rambelli già pubblicate, ma qui – come negli altri libri di questa serie che le includono – non ve n’è indicazione.
  • L’UOMO DI PIETRA. Il Ciclo di Cthulhu, Volume Quarto: 1931-1932, a cura di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco, Collana “Tutto Lovecraft” n. 4, Fanucci, Roma, 1988, pp. 432, £. 30.000. Trad. di Serenella Antonucci, S. Fusco e G. Pilo. Apre il libro il saggio di Paul Buhle “Distopia e Utopia in Lovecraft”; seguono quattro racconti di HPL (tra cui il romanzo “Alle Montagne della Follia” in traduzione particolarmente piatta, riesumata dal vecchio testo Sugar), una scelta dall’epistolario dello scrittore con le sue “Riflessioni sul Mondo”, e articoli editi e inediti di Frayling, Derleth e Mosig.
  • LA MORTE ALATA. Il Ciclo di Cthulhu, Volume Quinto: 1933-1935, a cura di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco, Collana “Tutto Lovecraft” n. 5, Fanucci, Roma, 1988, pp. 416, £. 30.000. Trad. di Ornella Ranieri Davide, S. Fusco e G. Pilo. Storie di Lovecraft tradotte dai vecchi testi vengono mescolate senza criterio alle sue collaborazioni e revisioni, in modo disorientante per il lettore. In appendice le consuete “estrapolazioni” dall’epistolario, sunteggiate oltre ogni dire, e il lungo saggio di Lin Carter “Dopo i Miti”, che in realtà (ma ciò non viene indicato) è solo un capitolo del suo studio Lovecraft: A Look Behind the Cthulhu Mythos, edito dalla Ballantine Books nel 1972.
  • L’ALBERO SULLA COLLINA, a cura di Claudio De Nardi, Solfanelli, Chieti, 1988, pp. 64, £. 5.000. Tr. e note di C. De Nardi; Introduz. di Gianfranco de Turris. Sono presentati due racconti “riscoperti” di Lovecraft, quello del titolo più “L’Esumazione”, in italiano già apparsi prima sul mensile Fiera e poi nell’antologia di Fanucci Di Nuovo Weird Tales. Per l’ultimo racconto, la critica recente ha però accertato che non è frutto del lavoro di HPL, intervenuto solo in minima parte sul testo scritto da Duane W. Rimel, sotto la cui firma era in origine apparso. Nel volumetto c’è un’interessante scritto introduttivo di G. de Turris dal titolo “La Critica alla Scienza nell’Ultimo Lovecraft”.

1989

  • POLARIS. Tutte le Storie di fantascienza: 1918-1936, a cura di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco, Collana “Tutto Lovecraft” n. 6, Fanucci, Roma, 1989, pp. 368, £. 30.000. Tr. di Ornella Ranieri Davide, S. Fusco e G. Pilo. Sono qui raccolte le storie e le collaborazioni di HPL che potrebbero definirsi di fantascienza, da “Aldilà del Muro del Sonno” a “Universi in Sfacelo”. L’opera costituisce quindi un primo ed originale tentativo per classificare e far emergere il Lovecraft “fantascientifico”, anche se i racconti del Maestro di Providence non sono science fiction nel senso stretto e un po’ limitante del termine. Il libro, inoltre, è arricchito da un’ampia sezione saggistica che
    include interessanti interventi di Gerard Klein (Lovecraft: tra il Fantastico e la Fantascienza), Fritz Leiber (il fondamentale Attraverso l’Iperspazio con Brown Jenkins), Sam Moscowitz (Lovecraft e la Fantascienza) e Matthew H. Onderdonk (Il Signore di R’lyeh), più uno scritto dello stesso HPL che espone le sue Considerazioni sulla Narrativa Interplanetaria. Un remarcabile volume, quindi, seppure si nota l’inspegabile l’assenza, tra le storie, di “The Shadow Out of Time”, senza dubbio il racconto più fantascientifico tra tutti quelli scritti da Lovecraft.
  • TUTTI I RACCONTI: 1897-1922, a cura di Giuseppe Lippi, Oscar Narrativa n. 993, Mondadori, Milano, 1989, pp. LXVIII-420, £. 10.000. Tr. e Intr. di G. Lippi. Il primo dei quattro volumi dell’edizione criticamente corretta dei racconti di Lovecraft. A tutt’oggi l’unica in cui sia possibile trovare tutti i testi nella loro integralità e in cronologia, criteri indispensabili per seguire appieno l’evolversi dello stile e delle tematiche di HPL. Il libro comprende inoltre un ricco apparato critico che, con gli opportuni aggiornamenti, è inserito anche nei tre volumi che seguono, e dove spicca una preziosa “Cronologia di Howard Phillips Lovecraft” compilata da Kenneth W. Faig, uno dei massimi specialisti
    lovecraftiani. I racconti canonici partono da “La Tomba” (1917) e arrivano fino a “La Paura in Agguato” (1922), con il quale può dirsi conclusa la prima fase della carriera dello scrittore; mentre in due separate sezioni sono riuniti i “Racconti Giovanili” e gli “Scritti in Collaborazione-Revisioni”. Ogni storia è preceduta da una nota introduttiva, in cui si da conto della genesi testuale e della fonte su cui è stata condotta la traduzione. Ottimo e scrupoloso, quindi, il lavoro del curatore Giuseppe Lippi, che con quest’opera ha rimediato definitivamente a tutte le superficialità precedenti perpetrate (e perpetuate) sulla narrativa di Lovecraft, fornendo un’occasione unica per conoscere e gustare integralmente i suoi racconti. Un’edizione basilare.
  • IL MOSTRO INVISIBILE. L’Universo della Paura: Tutti i Racconti
    dell’Orrore, 1917-1923, a cura di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco, Collana “Tutto Lovecraft” n. 7, Fanucci, Roma, 1989, pp. 416, £. 30.000. Trad. di Ornella Ranieri Davide, S. Fusco e G. Pilo. Un altro pout-pourrì di racconti e saggi. Troviamo una scelta di storie di HPL definite di “Orrore Puro” insieme ai suoi primi racconti in cui sono comprese le “Storie Infantili”; mentre tra i saggi, alcuni indagano l’attività di Lovecraft nel giornalismo amatoriale, e uno (“Lovecraft e gli Squarci della Tela Dipinta”, di Francis Lacassin) accosta l’opera dello scrittore di Providence a quella di Borges e di Poe.
  • PRIGIONIERO CON I FARAONI. L’Universo della Paura: Tutti i Racconti
    dell’Orrore, 1924-1944, a cura di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco, Collana “Tutto Lovecraft” n. 8, Fanucci, Roma, 1989, pp. 368, £. 30.000. Trad. di Claudia Scipioni, S. Fusco e G. Pilo. A parte l’evidente svarione nella datazione del sottotitolo (Lovecraft è morto infatti nel 1937, e quindi è chiaro che non avrebbe potuto scrivere racconti fino al 1944), base tematica di questa nona uscita della serie “Tutto Lovecraft” è ancora una volta l’Orrore. Insieme a racconti di HPL miscelati senza regola a sue collaborazioni, vengono tradotte per la prima volta in italiano le microstorie del suo “Commonplace Book”, in maniera però incompleta e senza un minimo criterio interpretativo a far da corredo al testo, che privo di “guida” risulta altrimenti criptico. Tra i saggi presenti nel volume, si distinguono “Il Realismo Psicologico di Lovecraft”, di Dirk W. Mosig, e “Lo Spazio Lovecraftiano” di Maurice Levy. Ancora una volta c’è da lamentare la piattezza delle traduzioni (condotte sempre sui vecchi testi) e l’assenza di ogni riferimento ai dati e alle fonti originali.
  • NOMINARE L’INNOMINABILE, di Paola Cimmino, L’Autore Libri, Firenze, 1989, pp. 62. Per completezza bibliografica, segnaliamo anche questo volumetto di un piccolo editore di servizi editoriali che stampa lavori di giovani esordienti che, altrimenti, non vedrebbero la via della pubblicazione. In questo caso si tratta della tesi stampata dell’autrice, che si propone di valorizzare la letteratura dell’immaginario servendosi dell’esperienza umana e artistica di HPL. Un approccio critico per certi aspetti interessante, se non fosse per la sua brevità e per svariate lacune.
  • L’ULTIMO DEMIURGO E ALTRI SAGGI LOVECRAFTIANI, di Gianfranco de Turris e Sebastiano Fusco, Solfanelli, Chieti, 1989, pp. 168, £. 12.000. Introduzione di Antonio Faeti. Questo interessante volumetto raccoglie quasi tutti i saggi e la critica su HPL nata dalla collaborazione di de Turris e Fusco, apparsa nel corso degli anni su svariate riviste e periodici. Vi si prendono in esame gli aspetti più particolari che ruotano attorno alla figura dello scrittore, come la sua intramontabile attualità (messa in evidenza negli articoli “Lovecraft nostro Contemporaneo” o “Perché piace Lovecraft”), il suo influsso sull’arte scritta e disegnata (“L’Eredità Letteraria di Lovecraft”, “Gli Illustratori di Lovecraft”, “Lovecraft a Fumetti”), o la controversa questione che riguarda i rapporti dello scrittore con l’occulto (“Mito e Anti-mito in Lovecraft”, “L’Esoterismo e i Miti di Cthulhu”, “Lovecraft e l’Altra Realtà”). In appendice è inclusa una sezione che comprende le “Polemiche Lovecraftiane”, con scritti di Giorgio Galli e Beniamino Placido a cui risponde lo stesso de Turris. Nel complesso, una preziosa guida all’universo di Lovecraft, una delle poche del genere apparse in Italia.
  • TRE RACCONTI, Ed. Tuttagrafica, Torino, 1989. È il libro più raro e in assoluto più sfuggente tra quelli pubblicati in Italia di Lovecraft. È in dubbio persino la realtà della sua esistenza. Si tratterebbe, stando ad un advertisement apparso sul quotidiano “La Stampa”, di una lussuosissima edizione di gran formato e in tiratura limitata (solo 125 esemplari rilegati a mano), che con i tre racconti include 3 incisioni pittoriche firmate, numerate, e separabili dal libro, più suite in cofanetto. Il suo prezzo, a detta di un appassionato che aveva a suo tempo contattato l’editore, senza però riuscire ad ottenere il libro, venduto solo per prenotazione, era di £. 250.000. Senza disporre di ulteriori dati, presumiamo che i “tre racconti” di Lovecraft siano quelli contenuti nella raccolta originale Arkham House “Three Tales of Horror”, del 1967. Invito chiunque possieda o abbia notizia di questa particolare edizione a contattarmi all’indirizzo e-mail pguarriello@usa.net.
  • L’ORRORE SOPRANNATURALE IN LETTERATURA, a cura di Malcolm Skey, Collana “I Riflessi” n. 56, Theoria, Roma-Napoli, 1989, pp. 205, £. 8.000. Tr. di Silvia Roberti Aliotta; Presentazione di M. Skey. Il lungo saggio di Lovecraft è pubblicato per la prima volta in volumetto singolo. Purtroppo, la versione della Aliotta lascia inalterati i titoli originali delle opere citate a profusione da HPL nel testo, senza menzionare le traduzioni apparse in italiano. Il lettore occasionale, quindi, avrà difficoltà ad orientarsi, non avendo a disposizione nessuna “guida” che lo aiuti ad approfondire la conoscenza degli autori ammirati o criticati da Lovecraft.
  • L’AUTORE INDICIBILE: HOWARD PHILLIPS LOVECRAFT, a cura di Antonio Fabozzi e Gianni Mammoliti, Collana “Rue Morgue” n. 0, Bulzoni, Roma, 1989, pp. 92, £. 12.000. Presentazione di Alberto Abruzzese. Raro volumetto monografico su Lovecraft scaturito da un’iniziativa d’ambito universitario, apparso come numero “di prova” in una collana di sociologia della cultura diretta dal prof. Alberto Abruzzese. Tale collana però non è mai decollata, portandosi nell’oblìo anche il presente fascicolo, oggi un introvabile pezzo da collezione. All’interno sono inclusi i seguenti interventi: “La Leggenda Lovecraft” e “Per Lovecraft” (di A. Fabozzi e G. Mammoliti), “Scrittura, Spazio e Metropoli nella Narrativa di H. P. Lovecraft” (di Salvatore Sodano), “L’Informale Paura: Iconografie e Iconologie Lovecraftiane” (di Sergio Brancato e Michele Loffredo), “L’Estraneo: Analisi di un Clichè Iconografico e Ideologico” (di M. Loffredo), “L’Occhio Segreto di H. P. Lovecraft” (di Ciro Ascione), “Bibliografia Ragionata” e “Filmografia Ragionata” (di A. Fabozzi). Il libro, sebbene nato in un contesto culturale “alto”, non sfugge però ad alcuni luoghi comuni sulla figura di Lovecraft.

ANNI NOVANTA
1990

  • TUTTI I RACCONTI: 1923-1926, a cura di Giuseppe Lippi, Oscar Narrativa n. 1066, Mondadori, Milano, 1990, pp. LXXVI-524, £. 12.000. Tr. di G. Lippi, Claudio De Nardi e Gianna Lonza; Intr. di G. Lippi. Secondo dei quattro tomi mondadoriani che raccolgono tutti i racconti di Lovecraft, le cui traduzioni sono basate sui nuovi testi preparati dal prof. Joshi per conto dell’Arkham House. Sono qui incluse le 14 storie composte tra il 1923 e il 1926 (gli anni de “I Topi nel Muro” e “Il Richiamo di Cthulhu”) insieme alle 6 del periodo scritte in collaborazione o frutto del lavoro di revisione di HPL. Oltre all’esaustivo apparato critico, è inserita un’appendice saggistica che include “Una Cronologia al di là del Tempo” di Peter Cannon, con tutte le date e gli avvenimenti presenti all’interno della narrativa di Lovecraft. Edizione indispensabile per i cultori di HPL.
  • GLI EREDI DI CTHULHU. Nuovo Orrore Italiano, a cura di Gianfranco de Turris, Collana “Thule”, Solfanelli Editore, Chieti, 1990, pp. 344, £. 18.000. Preceduti da una introduzione del curatore, sono raccolti 19 racconti di autori italiani che si rifanno ai Miti e alla lezione filosofica di Lovecraft. Non semplici “pastiche” scritti da emuli, giacchè l’ispirazione lovecraftiana non è forzatamente scoperta, ma viene rielaborata in modo originale e adattata per un contesto e un ambiente culturale diverso, com’è appunto quello di casa nostra. In questo senso, è il primo tentativo italiano del genere. Assolutamente evocativo l’atmosferico disegno di copertina di Michelangelo Miani.
  • DEMONI E MERAVIGLIE. L’Universo dei Sogni: 1919-1933, a cura di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco, Collana “Tutto Lovecraft” n. 9, Fanucci, Roma, 1990, pp. 400, £. 30.000. Trad. di Claudia Scipioni, S. Fusco e G. Pilo. Sono compresi i racconti “onirici” di Lovecraft in selezione critica discutibile. Tra le storie troviamo infatti “La Deposizione di Randolph Carter” e “L’Innominabile”, che con l’onirismo alla Dunsany di HPL nulla c’entrano. L’inclusione del primo si potrebbe giustificare col fatto che questa storia scaturisce da un sogno avuto dallo scrittore, ma non c’è una minima nota critica che ne tracci questa fonte. Nella sezione narrativa, è unito poi l’estratto di una lettera di Lovecraft che i curatori, poco correttamente, hanno titolato “Gli Incubi del New England” e fatto passare per un racconto (e addirittura ne inventano il titolo originale!). Il lettore occasionale, all’oscuro di questo fatto e fuorviato dal “trucco”, penserà quindi di trovarsi di fronte a un inedito, il che non è. In appendice al libro troviamo alcune “opinioni” in saggio di Lovecraft (“Alla Radice”, “Americanismo”, ecc.) e ricordi di F. Lee Baldwin, Robert Barlow e Bloch.
  • PSYCHOPOMPOS. Saggi e racconti Fantastici: 1920-1925, a cura di Sebastiano Fusco e Gianni Pilo, Collana “Tutto Lovecraft” n. 10, Fanucci, Roma, 1990, pp. 352, £. 30.000. Tr. di Matteo Puggioni, S. Fusco e G. Pilo. Gran parte dello spazio di questo volume è occupato dal saggio “L’Orrore Soprannaturale nella Letteratura Fantastica”, qui presentato insieme ad alcune fra le più incisive osservazioni di Lovecraft sul genere; tra esse “I Racconti del Soprannaturale: Fasi e Procedimenti di Scrittura” (tit. orig.: Notes on the Writing of Weird Fiction) e “Lord Dunsany e la sua Opera”. Troviamo poi alcune poesie, estratti dall’epistolario di HPL (lettere a Clark
    Ashton Smith, R. E. Howard e August Derleth), una “prefazione” di C. M. Eddy, più alcuni articoli, due di Derleth e uno di Claude Ertal.
  • I MITI DELL’ORRORE, a cura di Giuseppe Lippi, “Omnibus” Mondadori, Milano, 1990, pp. 500, £. 25.000. Tr. di G. Lippi, Gianna Lonza, Stefano Galli, Claudio De Nardi. Introduzione di G. Lippi. Si tratta di una scelta dei migliori racconti di Lovecraft preparata in occasione del Centenario. Le storie incluse sono ben 27, e abbracciano l’intero arco della carriera dello scrittore, da “Dagon” (1917) a “L’Abitatore del Buio” (1936). I riferimenti sono gli stessi dell’edizione Oscar, con i testi integrali basati sulla nuova ed. critica curata in America da Joshi. Un volume che, anche per veste tipografica, si pone come degno sostituto della vecchia raccolta curata da Fruttero e Lucentini I Mostri all’Angolo della Strada (v.). Indicato per introdursi degnamente nel mondo del Sognatore di Providence.

1991

  • THE COSMICAL HORROR OF H. P. LOVECRAFT – A Pictorial Anthology, a cura di Stefano Piselli, Federico de Zigno e Riccardo Morrocchi, “Biblioteca l’Enfer de Babel”, Glittering Images, Firenze, 1991, pp. 168, s.i.p. [£. 50.000]. Lussuoso volume in carta patinata e di gran formato, nel quale viene preso in esame l’aspetto “visionario” legato all’opera di HPL, con precisi interventi e un ricco apparato iconografico. Redatto in tre lingua (italiano, inglese e francese) si occupa infatti della cinematografia e della fumettistica ispirata a Lovecraft, con vari repertori ed estratti da numerose fonti in questione. Riccamente illustrato, affascinante nella veste grafica, si pone come assoluta curiosità per gli appassionati, un’opera tutta da guardare. I più attenti storceranno però il naso sull’imprecisione del titolo, ben sapendo che quello di Lovecraft è un orrore “cosmico” (cosmic horror) e non “cosmicale”. Splendida e inquietante l’illustrazione di copertina opera di Nicola Mari, che ritrae Lovecraft circondato da ghouls in un tenebroso ossario.
  • TUTTI I RACCONTI: 1927-1930, a cura di Giuseppe Lippi, Oscar Narrativa n. 1158, Mondadori, Milano, 1991, pp. LXXVI-582, £. 15.000. Tr. di G. Lippi, Claudio De Nardi e Gianna Lonza; Intr. di G. Lippi. Con le consuete appendici bibliografiche e saggistiche, sono presentati tutti gli scritti narrativi di HPL databili tra il 1927 (partendo con “Il Caso di Charles Dexter Ward”) e il 1930, l’anno di “Colui che Sussurrava nelle Tenebre”. I testi sono quelli definitivi stabiliti da S. T. Joshi, e appaiono in temporalità e accurata traduzione. Sono compresi gli “Scritti in Collaborazione-Revisioni” e due fondamentali saggi di Joshi (“Le Revisioni di Lovecraft: fino a che punto sono opera sua?”, e “Chi fu il vero Charles Dexter Ward?”) il secondo dei quali scritto con Eileen
    McNamara. È la terza uscita dell’edizione di riferimento italiana per gli appassionati di HPL.
  • NECRONOMICON. Il Libro Segreto di H. P. Lovecraft, a cura di Sebastiano Fusco e Gianni Pilo, Collana “Tutto Lovecraft” n. 11, Fanucci, Roma, 1991, pp. 50 300, £. 30.000. Trad. di Matteo Puggioni, Alfredo Pollini, G. Pilo e S. Fusco. In pratica ripropone, nella veste rilegata che contraddistingue questa collana e con alcune modifiche e aggiunte, i contenuti del “Necronomicon” già uscito da Fanucci nel 1979 (v.). Spariscono l’appendice italiana e gli scritti di Frayling e Angela Carter, e vengono aggiunti alcuni nuovi saggi e interventi, tra cui quelli di Claude Levy (“I Culti Innominabili”), Paul J. Willis (“Lovecraft e il Manoscritto Voynich”), George T. Wetzel (“Lovecraft ed i suoi Pseudonimi”) e William Scott Home (“I Libri di Lovecraft”), più un paio di lettere di HPL stesso. È il penultimo volume della controversa serie “Tutto Lovecraft” e l’ultimo curato da Pilo e Fusco, che in seguito riutilizzeranno il materiale
    apparso in questa collana per una miscellanea lovecraftiana intitolata TUTTI I ROMANZI E I RACCONTI, che nel 1993 esce in 5 volumi nei “Grandi Tascabili” Newton Compton (v.), e che, naturalmente, ripresenta lo stesso criterio caotico, le stesse imperfezioni e incoerenze della presente edizione. In definitiva, a dispetto dell’immenso sforzo editoriale compiuto, questi volumi costituiscono un’occasione davvero sprecata malamente per far conoscere e accettare Lovecraft, e la sua opera (in modo critico e in tutti i suoi aspetti completi, coordinati, integrali e ben tradotti) al lettore e soprattutto alla critica italiana.

1992

  • L’ORRORE SOPRANNATURALE IN LETTERATURA, a cura di Malcolm Skey, “Biblioteca di Letteratura Fantastica” n. 21, Theoria, Roma-Napoli, 1992, pp. 165, £. 24.000. Tr. di Stefania Censi; intr. e “nota bibliografica” di M. Skey. La migliore edizione italiana della brillante analisi di Lovecraft sulla letteratura fantastica. Anche se era già presente nel catalogo dello stesso editore, il saggio è stato ritradotto per intero ed aggiunge un’utile appendice bibliografica che, curata dal compianto Skey, da conto delle opere tradotte in italiano.
  • TUTTI I RACCONTI: 1931-1936, a cura di Giuseppe Lippi, Oscar Narrativa n. 1238, Mondadori, Milano, 1992, pp. LXXVI-776, £. 15.500. Tr. di G. Lippi, Claudio De Nardi, Stefano Galli e Gianna Lonza; Intr. di G. Lippi. Quarto e conclusivo volume di tutta la narrativa di Lovecraft riproposta da Mondadori, data in ordine cronologico e basata sulle nuove edizioni americane con i testi corretti stabiliti da S. T. Joshi.. Come per le precedenti uscite, nella prima parte sono raccolti i raconti scritti in proprio da HPL, e nella seconda quelli scritti in collaborazione con altri autori o per conto altrui. Come sempre, è inserito l’ampio apparato critico e di commento a cura magistrale di Lippi; davvero monumentale la “Bibliografia Generale”, che da conto anche delle
    edizioni straniere di case editrici specializzate come la Necronomicon Press. Tutti i Racconti è l’opera più completa ed esaustiva mai apparsa in Italia della narrativa di Lovecraft, l’unica che comprende tutte le storie nell’ordine di stesura originale. Nel 1997-98, i 4 tomi di cui quest’opera è composta sono stati ristampati con nuove copertine disegnate da Alessandro Bani (le precedenti erano invece di Karel Thole). Dei primi tre volumi esiste anche un’ottima edizione rilegata pubblicata dal “Il Circolo”, Club del Libro di Brescia.

1993

  • LA CASA STREGATA, a cura di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco, Tascabili Economici n. 56, Newton Compton, Roma, 1993, pp. 100, £. 1.000. Tr. non indicata. Esile volumetto contenente due racconti di HPL (“La Casa Stregata” – tr. di The Sunned House – e “L’Orrore di Dunwich”). Le traduzioni sono quelle obsolete di Fanucci, riprese dai vecchi testi americani curati da Derleth. Con una introduzione dei curatori, “Lovecraft fabbro di Sogni e di Visioni”, e una cronologia della vita e delle opere. In copertina un disegno di René Magritte.
  • I GATTI DI ULTHAR & ALTRI GATTI, Ed. Felinamente & C., Collana “Pagine Nere”, Milano, 1993, pp. 84, £. 20.000; Trad. di V. D’Arena. Curiosa antologia “sui gatti” di HPL. Per la prima volta viene proposto in Italia il saggio di Lovecraft “A Proposito di Gatti” (Something About Cats), seguito da due racconti (“I Gatti di Ulthar” e “I Ratti nel Muro”) e tre poesie. Testo a fronte e illustrazioni “gattesche” in b/n. Fonti originali non indicate.
  • LETTERE DALL’ALTROVE. Epistolario: 1915-1937, a cura di Giuseppe Lippi, Oscar Narrativa, Mondadori, Milano, 1993, pp. XIX-428, £. 15.000; Tr. e Intr. di Giuseppe Lippi. Eccellente compendio delle lettere di Lovecraft, scelte tra quelle più significative presentate nei 5 volumi di “Selected Letters” editi dall’Arkham House. A detta di alcuni, l’epistolario di HPL è stato il suo lavoro migliore, il mezzo col quale lo scrittore è riuscito a costruire la sua leggenda tramandandola nel tempo. Un volume che in Italia mancava, dove farsi un’idea di prima mano sul pensiero di Lovecraft e sul suo universo letterario, filosofico e personale. È da segnalarsi l’ottima cura dell’esperto Giuseppe Lippi, che ha integrato ed arricchito i testi con centinaia di note esplicative più un’utile “indice analitico” delle voci per facilitare la consultazione. Un libro fondamentale per appassionati di HPL o semplici curiosi della letteratura fantastica.
  • TUTTI I ROMANZI E I RACCONTI, a cura di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco, Grandi Tascabili Economici, Newton Compton, Roma, 1993, 5 volumi in cofanetto di complessive 2.440 pagine, £. 24.500. Tutta la narrativa di Lovecraft è presentata ripartita in tre settori principali: L’INCUBO (tutte le storie dell’orrore puro); IL SOGNO (tutte le storie oniriche e fantastiche); IL MITO (le storie del Ciclo di Cthulhu). Se da un lato si deve riconoscere ai curatori il merito di una iniziativa intesa a presentare in un unico contesto tutta l’opera dello scrittore di Providence, non si può trascurare il fatto che il tentativo è stato realizzato confusamente e in maniera alquanto disomogenea e superficiale, costituendo in pratica l’edizione Newton un sunto degli undici volumi della precedente collana “Tutto Lovecraft” di Fanucci, con tutte le pecche di quell’edizione. Sono inoltre inseriti arbitrariamente racconti che di Lovecraft non sono (di Wandrei, Munn, Kuttner, ecc.) e che neppure rientrano tra le sue collaborazioni o revisioni.
  • L’ORRORE DI DUNWICH – Quando si spalanca l’inferno, a cura di Angela Cerinotti, Ed. Demetra, Collana “Aquarelli”, Sommacampagna (VR), 1993, pp. 64, £. 5.000. Trad. e Presentazione di Francesco Franconeri. Contiene il racconto omonimo in buona traduzione di Franconeri, introdotto da un suo breve scritto dove si paragona idealmente Lovecraft ad un antico alchimista, capace di trasmetterci tramite le sue storie quelle “sapienze antiche che ci portiamo dentro e che mai cessano di agitarsi in noi”. Suggestivo l’acquerello di copertina opera di Giulia Pianigiani.

1994

  • LE MONTAGNE DELLA FOLLIA, a cura di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco, Collana “Il Fantastico Economico Classico”, Newton Compton, Roma, 1994, pp. 100, £ 1.000. Tr. di Gianni Pilo. Primo titolo di Lovecraft ad apparire sulla collana “Mille Lire” dei tascabili del fantastico dell’editore romano, in piccoli libretti in carta riciclata venduti sia nelle edicole che nei supermercati. Le copertine con il cerchio rosso ricordano quelle più famose di “Urania”. Una lettura “usa e getta” per chi ha pochi soldi ma anche poche pretese.
  • IL CASO DI CHARLES DEXTER WARD, a cura di G. Pilo e S. Fusco, Collana “Il Fantastico Economico Classico”, Newton Compton, Roma, 1994, pp. 100, £. 1.000. Tr. di Gianni Pilo. Seconda uscita lovecraftiana in questa collana, con un altro romanzo breve dello scrittore. Il difetto principale di questi libretti Newton di HPL, è quello di riciclare vecchie traduzioni che non tengono conto del lavoro di scavo e di ricerca svoltosi in anni recenti negli States sui manoscritti originali dello scrittore, poi sfociato nelle nuove edizioni Arkham della sua narrativa che, curate da S. T. Joshi, hanno emendato tutti gli errori e le parzialità dei precedenti volumi pubblicati da August Derleth.
  • IN DIFESA DI DAGON e Altri Saggi sul Fantastico, a cura di Gianfranco de Turris, SugarCo Edizioni, Varese, 1994, pp. 208, £. 25.000. Introduzione di S. T. Joshi; note, Postfazione e trad. di Claudio De Nardi. Eccellente libro di cui si sono occupati tre dei massimi studiosi di cose lovecraftiane. Raccoglie in silloge le riflessioni e le teorie sul fantastico di HPL (anticipatore, fra l’altro, di critici eruditi come Borges o Caillois), un’impresa che fino ad oggi non è stata ancora compiuta in America: non per niente S. T. Joshi, il massimo divulgatore di Lovecraft, si è scomodato da oltreoceano per scrivere un’acuta introduzione, dove ricostruisce e ripercorre genesi, fonti e idee del Lovecraft “critico”. Un volume basilare, utile per esperti e appassionati.
  • NECRONOMICON – Il Libro Proibito di H. P. Lovecraft, a cura di Sergio Basile e Giampiero de Vero, Ed. Fanucci, Roma, 1994, pp. 256, £. 12.000. Uscito direttamente in collana “tascabile”, il libro è un ampliamento, con minime varianti, dell’edizione di George Hay già tradotta nel 1978 sempre da Fanucci (v.). L’aggiornamento è costituito dalla decifrazione di certe cosiddette “tavolette Kutu” da parte di un improbabile prof. Venustiano Carranza (in realtà è un personaggio storico che combattè con Pancho Villa), le quali collegherebbero i Miti di Cthulhu alla religione sumero-babilonese.
    Tutte illazioni già lette altrove, riprese e “copiate” dall’edizione Simon del “Necronomicon” ancora inedita in Italia. Fantarcheologia da leggersi quindi con divertimento, perché il Tomo Proibito di HPL, come si ribadisce, altro non è se non uno “pseudobiblia”, un libro immaginario. E in quanto tale appartiene alla pura invenzione dell’autore.
  • KADATH, a cura di G. Pilo e S. Fusco, Collana “Il Fantastico Economico Classico”, Newton Compton, Roma, 1994, pp. 100, £. 1.000. Tr. di Gianni Pilo. Contiene il breve romanzo d’ispirazione dunsaniana il cui titolo originale è The Dream-Quest of Unknown Kadath (erroneamente riportato nel libretto, che come titolo originale indica semplicemente “The Unknown Kadath”).
  • DIARIO DI UN INCUBO – Taccuini: 1919-1935, a cura di Claudio De Nardi per l’edizione italiana, Oscar Narrativa, Mondadori, Milano, 1994, pp. 194, £ 13.000. Tr. di Claudio De Nardi. In questo bel volumetto, viene presentato l’unico ed originale “Commonplace Book” di Lovecraft nella ricostruzione commentata opera del dott. David E. Schultz, che per il suo lavoro si era basato sui fogli originali dello scrittore conservati oggi presso la “Brown University” di Providence. Su quei fogli ripiegati in quattro, in modo da formare una specie di taccuino, Lovecraft appuntò 222 “voci” che costituirono
    la fucina ed il laboratorio per i suoi straordinari racconti. Schultz ha commentato quelle voci una per una, ricostruendo fonti, provenienza e collocazione nell’opera maggiore di HPL. Una lettura essenziale per comprendere l’ispirazione e il genio dell’invenzione lovecraftiana. Ottima anche la traduzione dell’esperto De Nardi, che curando l’ed. italiana con certosina attenzione ne ha fatto una delle uscite più interessanti di Lovecraft nel nostro paese.
  • LA CASA MISTERIOSA LASSU’ NELLA NEBBIA, a cura di G. Lippi. Oscar Piccoli Classici, Mondadori, Milano, 1994, pp. 143, £. 8.000. Tr. di Giuseppe Lippi e Stefano Galli. Contiene quattro racconti di Lovecraft sul tema della “casa stregata” (“Un’Illustrazione e una Vecchia Casa”, “La Casa Sfuggita”, “La Casa Misteriosa Lassù nella Nebbia”, “La Casa delle Streghe”), tutti ripresi dall’edizione maggiore mondadoriana e con una “nota introduttiva” di Lippi. L’argomento era molto caro a Lovecraft, la cui ispirazione deve ricercarsi nella lettura di due classici presenti nella sua biblioteca: Haunted Homes and Family Legends di Ingram, e Haunted Houses di Camille Flammarion (quest’ultimo tradotto anche in italiano da Armenia con il titolo “Le Case Infestate”).
  • L’ORRORE SOPRANNATURALE NELLA LETTERATURA, Ed. SugarCo, Varese, 1994, pp. 128, £. 14.000. Tr. di Alda Carrer. Il bel saggio di Lovecraft è qui presentato nella vecchia e scadente traduzione della Carrer, già pubblicata dallo stesso editore nel volume “Opere Complete” del 1973 (v.). Non si capisce perché non è stata ripresa quella delle successive edizioni, revisionata da Lippi, che almeno aggiungeva i titoli tra parentesi dei racconti citati nel testo tradotti in italiano.
  • L’ORRENDO RICHIAMO – Tutti i Mostri del Ciclo di Cthulhu, a cura di Carlo Fruttero e Franco Lucentini, Einaudi Tascabili, Torino, 1994, pp. XXIII-325, £. 14.000. [Traduzioni non indicate ma di M. L. Bonfanti, E. Linfossi, F. Bassi e S. Cantoni]. Ristampa la prima parte, la più ampia, del vecchio volume “I Mostri all’Angolo della Strada” (v.), pubblicato da Mondadori nel lontano 1966 e più volte riedito in Oscar. Le traduzioni sono discrete ma manipolate e non integrali, condotte quasi tutte sul vecchio testo Arkham delle “Best Supernatural Stories” di Lovecraft (1945). È aggiunta solo una “cronologia della vita e delle opere” basata su una più ampia di Kenneth W. Faig, di cui però non si da credito.
  • I MIEI ORRORI PREFERITI. Le più belle Storie dell’Orrore scelte dal Maestro dell’Incubo, a cura di G. Pilo e S. Fusco, Collana “Grandi Tascabili Economici” n. 270, Newton Compton, Roma, 1994, pp. 447, £. 4.900; Traduzioni non indicate. Non un’antologia di Lovecraft ma una raccolta di racconti classici del fantastico (di autori come Blackwood, Machen, Merrit, M. P. Shiel), introdotti dalle note e dai giudizi di HPL estrapolati dal suo saggio sull’Orrore Soprannaturale in Letteratura. In definitiva, una buona antologia di testi che non devono mancare nella biblioteca di un vero “lovecraftiano”.
    Nell’introduzione, si dice che Lovecraft stesso aveva in progetto di curare questa compilazione quand’era ancora in vita, ma secondo S. T. Joshi di ciò non c’è nessuna evidenza: la scelta dei racconti, in realtà, proviene da una semplice lista di HPL di sue “Favourite Weird Stories”, pubblicata in origine sul fanzine The Fantasy Fan di H. Koenig, un corrispondente dello scrittore.
  • L’ORRORE SOTTO IL TUMULO, a cura di G. Pilo e S. Fusco, Collana “Il Fantastico Economico Classico”, Newton Compton, Roma, 1994, pp. 100, £. 1.000. Tr. di Gianni Pilo. Quarta uscita di Lovecraft in questa serie. I due racconti presentati (“The Mound” e “The Horror in the Museum” nella loro titolazione originale) fanno parte del suo lavoro di ghost-writer, il primo scritto per conto di Zealia Brown Bishop, il secondo per Hazel Heald, nomi omessi nella presente edizione.
  • IL RICHIAMO DI CTHULHU / THE CALL OF CTHULHU, a cura di G. Lippi, Oscar “Paralleli”, Mondadori, Milano, 1994, pp. 115, £. 16.000. Intr. e Tr. di Giuseppe Lippi. Volumetto uscito in una collana che presenta racconti con testo a fronte di scrittori classici di ogni tempo. Le quattro storie scelte di Lovecraft sono, nell’ordine, “The Statement of randolph Carter”, “The Music of Erich Zann”, “Dagon” e “The Call of Cthulhu”. Come supporto integrativo al testo scritto, è acclusa un’audiocassetta in lingua originale di “The Call of Cthulhu”, incisa presso gli studi Panton di Milano.
  • LE MONTAGNE DELLA FOLLIA, Oscar Narrativa, Mondadori, Milano, 1994, pp. 158, £ 11.000. Intr. di Roberto Barbolini e trad. di Giuseppe Lippi. Il testo del romanzo breve di Lovecraft è ripreso dal volume IV dell’edizione mondadori di “Tutti i Racconti” (v.), la cui ottima traduzione integrale si basa sul testo definitivo desunto da tre fonti: il manoscritto originale di HPL, il dattiloscritto da lui stesso preparato, e le copie di “Astounding” sul quale il racconto apparve, corrette di pugno dall’autore. L’introduzione è stata affidata a Roberto Barbolini, giornalista e critico letterario che già in passato aveva avuto modo di scrivere un bel saggio sullo scrittore di Providence. Nel suo scritto Barbolini si distacca dai molti detrattori nostrani (come Riccardo Valla) che hanno visto nel racconto solo uno scialbo seguito al “Gordon Pym” di Poe, e lo rivaluta riconoscendogli un proprio contesto integrativo nell’ambito del corpus mitologico del Ciclo di Cthulhu. In tempi recenti, anche l’accademico americano Jules Zanger ha del resto messo in chiaro che la novella di Lovecraft non è da considerarsi una riscrittura del lavoro di Poe, bensì un testo contiguo e “parallelo”, le due storie coesistendo in un contesto differente di allusioni.
  • LOVECRAFT – Le Parole, le Immagini, a cura di G. Lippi, Oscar Piccoli Saggi, Collana “Istantanee”, Mondadori, Milano, 1994, pp. 125, £. 8.000. Interessante volumetto fotografico su Lovecraft, uscito in una collana che si propone di risaltare la personalità e l’epoca dei grandi scrittori attraverso l’iconografia dell’immagine. Da buon curatore, Lippi ha “cronologizzato” le foto in suo possesso facendo trasparire in temporalità la vita di HPL negli anni della Grande Depressione americana. Tra le foto riprodotte, appaiono anche le copertine dei nuovi volumi Arkham House curati da Joshi e di altre recenti pubblicazioni lovecraftiane.
  • IL RICHIAMO DI CTHULHU, a cura di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco, Collana “Il Fantastico Economico Classico”, Newton Compton, Roma, 1994, pp. 100, £. 1.000. Tr. di Gianni Pilo. Contiene due classici di Lovecraft (“Il Richiamo di Cthulhu” e “L’Ombra su Innsmouth”) “rovinati” da refusi e parzialità già indicate per le altre uscite di questa collana.
  • UN SUSSURRO NEL BUIO, Collana Oscar “Junior”, serie I Classici del Mistero, Mondadori, Milano, 1994, pp. 192, £. 9.000. Trad. e adattamento di Angela Ragusa; Nota conclusiva di Francesca Lazzarato. Questo libro si rivela come una curiosità editoriale, in quanto per la prima e unica volta Lovecraft è stato “adattato” per una collana di libri per ragazzi, cosa mai successa nemmeno in altri paesi. Le storie presenti sono ben undici, e tutte epurate di ogni implicazione più orrorifica e “adulta”. Tra esse, però, mancano quelle del ciclo dei Miti di Cthulhu. Come scrive la Lazzarato nella sua “Nota”, tali racconti sono infatti “troppo complessi per essere affrontati da lettori molto giovani”.
  • L’OMBRA VENUTA DAL TEMPO, a cura di G. Pilo e S. Fusco, Collana “Il Fantastico Economico Classico” n. 34, Newton Compton, Roma, 1994, pp. 100, £. 1.000. Tr. di Gianni Pilo. Contiene, nelle vecchie e parziali traduzioni, il racconto omonimo insieme a “Medusa” (Medusa’s Coil). Quest’ultimo è in realtà una storia scritta in collaborazione con Zealia Bishop, il cui nome è qui omesso.
  • L’ORRORE DI DUNWICH, Collana “I Polipi” – serie horror n. 2, SugarCo, Carnago, VA, 1994, pp. 62, £. 5.000. Tr. non indicata (ma di Alda Carrer). In singolo volumetto dalla copertina nera, è presentato il racconto omonimo di HPL ripreso dalle Opere Complete pubblicate dallo stesso editore (v.). È aggiunta l’introduzione “Howard Phillips Lovecraft (1890-1937): La Vita e l’Opera”, scritta da anonimo.

1995

  • IL CASO DI CHARLES DEXTER WARD, Oscar Narrativa, Mondadori, Milano, 1995, pp. 190, £. 11.000. Tr. di Giuseppe Lippi; Intr. di Andrea Marcheselli. Il romanzo di Lovecraft è presentato nell’ottima traduzione integrale ripresa dal vol. III di “Tutti i Racconti” (v.). Scritto con un abilissimo gioco d’incastri narrativo, “The Case” è la seconda opera lunga di HPL, che, composta nel 1927, fu però pubblicata solo postuma. Per un approfondimento sui retroscena della storia, si può leggere l’articolo di Eileen McNamara e S. T. Joshi dal titolo “Chi fu il vero Charles Dexter Ward?”, incluso nella sopracitata edizione di Tutti i Racconti.
  • I RACCONTI DEL NECRONOMICON – Volume Primo, Tascabili Fanucci, Roma, 1995, pp. 300, £. 12.000. Trad. di Susanna Bini; Intr. di Gaetano Santanna e “Nota” dell’Editore. Primo di due libri intesi a presentare, in cronologia, tutte le storie e i frammenti di Lovecraft in cui compare il famigerato Necronomicon, il libro maledetto che ha stregato generazioni di lettori. I racconti sono stati ritradotti “ex novo”, senza attingere a precedenti edizioni già pubblicate dallo stesso editore, ma la fonte originale non viene mai citata. L’introduzione è firmata da un inesistente Gaetano Santanna
    (pseudonimo probabilmente di Sergio Fanucci) e “ricicla” un articolo di Cristopher Frayling apparso nella prima ed. Fanucci del “Necronomicon”. È inclusa, altresì, una “nota biografica” scritta da August Derleth ripresa dal vecchio volume delle “Opere Complete” (v.).
  • LA TOMBA E ALTRE STORIE DELL’ORRORE, a cura di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco, Tascabili Economici n. 209, Newton Compton, Roma, 1995, pp. 100, £ 1.000. Trad. e note di G. Pilo e S. Fusco. In volumetto economico sono raccolti 7 racconti di Lovecraft svincolati dal Ciclo di Cthulhu, quattro dei quali appartengono al suo lavoro di revisione. Compresa è una introduzione dei Curatori (“La Potenza Evocativa di Lovecraft”) e una “cronologia della vita e delle opere”.
  • L’ORRORE DI DUNWICH, a cura di G. Pilo e S. Fusco, Collana “Il Fantastico Economico Classico” n. 38, Newton Compton, Roma, 1995, pp. 100, £ 1.000. Tr. di Gianni Pilo. Oltre quello del titolo sono inclusi due racconti: una versione ridotta all’osso di “Il Colore Venuto dallo Spazio”, e “La maledizione di Yig”, quest’ultimo una revisione di Lovecraft (qui al solito non indicata).
  • GLI ULTIMI RACCONTI, a cura di Domenico Cammarota, collana “Tutto Lovecraft”, vol. 12, Fanucci, Roma, 1995, pp. 256. £ 30.000. Tr. di D. Cammarota. Volume finale della serie iniziata nel 1986. Raccoglie i “marginalia” di Lovecraft non compresi negli undici tomi precedenti, sui cui pregi e pecche abbiamo già scritto. Le storie presenti sono divise in quattro sezioni: (1.”Racconti Umoristici”; 2.”Racconti Sognati”; 3.”Racconti Macabri”; 4.”Ultimi Racconti”) dove troviamo i juveniles di HPL, le sue “revisioni” e qualche collaborazione (anche “postuma”). Nell’Introduzione, L’Eredità
    Culturale di Lovecraft, il curatore Domenico Cammarota (che sostituisce Gianni Pilo e Sebastiano Fusco) spiega una per una l’origine delle storie, indicando altresì le fonti bibliografiche da cui ha attinto, un lavoro critico purtroppo mancante negli altri volumi della serie.
  • I RACCONTI DEL NECRONOMICON – Volume Secondo, Tascabili Economici n. 26, Fanucci, Roma, 1995, pp. 384, £. 12.000. Tr. di Susanna Bini. Nella quarta di copertina si legge che “questo secondo volume dedicato ai Racconti del Necronomicon di Howard Phillips Lovecraft completa la pubblicazione di tutte le storie, scritte dal ‘Solitario di Providence’, che citano, descrivono ed evocano il libro maledetto, il ‘Necronomicon’ appunto”. Peccato, però, che sia in questo che nel precedente volume mancano i racconti The Haunter of the Dark, dove il Necronomico è più volte citato, e The Thing in the Doorstep, in cui l’immaginario tomo gioca nella storia un ruolo importante. All’ignoto curatore assegnamo quindi un bel 4 in “lovecraftologia”.
  • I MITI DI CTHULHU, a cura di G. Pilo e S. Fusco, Classici BEN n. 43, Newton Compton, Roma, 1995, pp. 320, £ 2.000. Trad. e note di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco. In edizione supereconomica troviamo, purtroppo nelle vecchie traduzioni, undici racconti di Lovecraft che (secondo una superata classificazione di August Derleth) appartengono al corpus dei “Miti di Cthulhu”. Inclusa è una Introduzione già vista (Di Grandi Antichi e di Altre Cose…), una “nota bio-bibliografica”, e un alquanto curioso ma piuttosto scarno “Dizionario Lovecraftiano”.
  • DA UN ALTRO MONDO, a cura di Giuseppe Lippi, Classici di Urania n. 219, Mondadori, Milano, giugno 1995, pp. 224, £. 6.000. Trad. e nota introduttiva di G. Lippi. Questo pregevole volumetto comprende tutta la produzione “fantascientifica” di Lovecraft, autore troppo spesso incasellato (a torto) nel solo genere horror, ma di cui non si deve affatto dimenticare il ruolo di pioniere della “science fiction”. Anche se, nel suo caso, parlare di SF in senso stretto è piuttosto azzardato e anche piuttosto riduttivo; quindi ci associamo alla soluzione scelta dal dott. Joshi, che, introducendo Lovecraft nel suo libro THE WEIRD TALE (University of Texas Press, Austin, TX, 1990, pp. XII-293) definisce la sua opera “quasi-science fiction”.
  • L’ORRORE DI DUNWICH – Quando si spalanca l’inferno, 2° ed. a cura di Angela Cerinotti, Ed. Demetra, collana “Pastelli”, Sommacampagna (VA) 1995, pp. 64, £. 6.000. Trad. e Presentazione non indicata ma di Francesco Franconeri. Si tratta della ristampa, in veste meno accattivante, del volumetto già uscito nel 1993 (v.). Cambia solo il nome della collana (“Pastelli” in luogo di “Acquerelli”) e l’illustrazione di copertina, ora molto meno efficace.
  • ALLA RICERCA DEL MISTERIOSO KADATH, Oscar Narrativa n. 1555, Mondadori, Milano, 1995, pp. 160, £. 11.000. Trad. di Giuseppe Lippi; Introduzione di Silvia Tomasi. Il lungo racconto “fantasy” di Lovecraft è presentato in edizione a sé stante, estrapolato dall’accurata pubblicazione di “Tutti i Racconti” targata Mondadori, e viene qui introdotto da un abile scritto di Silvia Tomasi, che, acutamente, scrive che per il Maestro di Providence quest’opera “doveva rappresentare una specie di ‘summa’ di tutto quel territorio alieno che è occupato dal sogno”.
  • L’ORRORE SECONDO LOVECRAFT, a cura di Stephen Jones e Dave Carson, Oscar Narrativa n. 1550, Mondadori, Milano, 1995, pp. 643, £. 16.000. Tr. di Diego Pastorino. Quest’antologia raccoglie, citando dal sottotitolo, “21 classici del soprannaturale scelti dal Maestro dell’orrore”. Le storie, chiaramente, non sono scelte proprio da Lovecraft, ma sono tra le più rappresentative e famose tra quelle citate nel suo saggio “L’Orrore Soprannaturale in Letteratura”, riproposto in apertura di volume. I racconti da noi inediti sono solo due (“Testa di Pesce”, di Irvin S. Cobb, e il bellissimo “La Valle della Morte” di Ralph Adam Cram) ma il libro costituisce occasione per scoprire, o riscoprire,
    tanti grandi e piccoli classici del fantastico amati da HPL, come Poe, Ewers, Gautier, Hodgson, Machen, Clark Ashton Smith, ecc. Alla fine è aggiunta un’utile, ma forse un po’ troppo succinta, bibliografia di riferimento. Rispetto all’edizione originale (uscita in Inghilterra nel ’93) mancano però le diverse illustrazioni a piena pagina opera di Dave Carson.
  • LOVECRAFTIANA, a cura di Claudio De Nardi, Ed. Yorick, Reggio Emilia, 1995, pp. 144, £ 23.000. Trad. e note di C. De Nardi; Intr. di Gianfranco de Turris. Stampata in tiratura limitatissima (solo 200 esemplari numerati) questa preziosa edizione per amatori raccoglie ben 9 affascinanti e rare testimonianze su Lovecraft, con in più 6 saggi inediti scritti dai maggiori esperti di fama internazionale (tra cui S. T. Joshi, Maurice Levy e Peter Cannon), proponendosi quindi come basilare riferimento per i cultori italiani, o almeno, per quei duecento che hanno avuto la fortuna di assicurarsi una copia. Il libro è arricchito, inoltre, da sette belle tavole dell’artista Alessandro
    Bani e dalle molte annotazioni del curatore Claudio De Nardi, tra i migliori esegeti lovecraftiani.

1996

  • L’ATLANTE DI LOVECRAFT, di Gottardo Zancani, Stratelibri, Firenze, s.d. [ca.1996], pp. 64, £. 25.000; Intr. di Gianfranco de Turris. Pensato in primo luogo per appassionati del gioco di ruolo “Il Richiamo di Cthulhu” (edito sempre da Stratelibri), è un albo di gran formato che elenca e descrive, illustrandoli con disegni, 44 luoghi misteriosi di cui la maggior parte non proviene però dall’invenzione di Lovecraft. Come scrive il compilatore, l’Atlante “è stato realizzato con il desiderio di fornire una serie di punti di riferimento per la geografia, immaginaria e non, che emerge dalle pagine dei
    racconti dei Miti di Cthulhu”. Gli appassionati della narrativa dello scrittore resteranno però delusi per le molte esclusioni e per i testi poco approfonditi. Allegata al fascicolo, c’è una grande mappa in planisfero dove sono riportate le Terre dei Sogni, le oscure vie di Arkham e le aree più misteriose del Bacino Mediterraneo.
  • SULLE ORME DI LOVECRAFT, a cura di Adriano Milesi del “Gruppo Darkside”, Gemini Editoriale, Genova, 1996, pp. 100, £. 5.000; Intr. di Alessandro Massobrio. Un curioso volumetto lovecraftiano. Stampato come “progetto giovanile”, è infatti un’antologia che raccoglie 16 brevi storie horror basate sulle tracce lasciate incompiute da HPL nel “Commonplace Book” (il suo taccuino d’appunti, tradotto in italiano come “Diario di un Incubo”, v.) e scritte non da autori professionisti ma da giovani studenti della II°B di un liceo genovese! A parte il risultato estetico dei racconti, un plauso per
    quest’iniziativa va fatto al prof. Alessandro Massobrio, coordinatore del progetto, che ha proposto Lovecraft nell’ambito di un’esercitazione scolastica, facendone il tramite per liberare le potenzialità narrative dei ragazzi.
  • IL TESTO DI R’LYEH, a cura di Robert Turner, George Hay e Colin Wilson, Tascabili Economici n. 37, Fanucci, Roma, 1996, pp. 248, £. 12.000. Tr. di Susanna Bini. È il seguito del NECRONOMICON curato da George Hay nel 1978 (v.). Il libro infoltisce la schiera degli pseudo-Necronomicon, e, come il precedente, si distingue per le dotte argomentazioni di Wilson che mescolano realtà e fantasia, e che per un attimo fanno dimenticare che si tratta solo di un “falso”. Purtroppo, con la traduzione miope di Susanna Bini, evidentemente una profana del campo, si perdono i tanti riferimenti celati nel testo. Tra i contributi d’appendice c’è un interessante saggio di Patricia Shore,
    “Risveglio nella casa della strega: sulle tracce del ‘vero’ Brown Jenkin”, che svela alcune probabili fonti di Lovecraft per il racconto “The Dream in the Witch-House”.
  • IL RICHIAMO DI CTHULHU, “I Classici del fantastico”, Ed. Hobby & Work,
    Bresso, MI, dicembre 1996, pp. 98, s.i.p. Tr. di Gianni Pilo. Primo di 5 albi allegati come omaggio alla rivista di cinema e letteratura fantastica SFX, pubblicati su licenza della Newton Compton Editori. Di fatto, le traduzioni sono quelle vecchie già apparse nelle collane dell’editore romano e prima ancora da Fanucci. Qui sono inclusi il racconto del titolo più “L’Ombra su Innsmouth”.
  • IL LIBRO DEI GATTI, a cura di Gianfranco de Turris e Claudio De Nardi, Collana “Fantasìa”, Il Cerchio Iniziative Editoriali, Rimini, 1996, pp. 72, £. 16.000. Tr. e note di C. De Nardi. Un altro volumetto che riunisce gli scritti di Lovecraft d’argomento “gattesco”. È incluso il saggio “Cani e Gatti” (la stessa traduzione già apparsa in Lovecraftiana), il racconto “I Gatti di Ulthar” e il brano “L’Armata dei Gatti”, quest’ultimo estrapolato da The Dream-Quest of Unknown Kadath. Inoltre 3 poesie e una scelta dall’epistolario dello scrittore che dice la sua sugli amati felini. Con una introduzione (“Apologia del Gatto Filosofico”) firmata da G. de Turris.

1997

  • LE MONTAGNE DELLA FOLLIA, “I Classici del Fantastico”, Ed. Hobby & Work, Bresso, MI, gennaio 1997, pp. 98, s.i.p. Tr. di Gianni Pilo. Secondo dei 5 albi non in vendita allegati a “Cinema SFX”. Comprende il romanzo omonimo scritto da Lovecraft nel 1931. Come per gli altri fascicoli della serie, manca di ogni riferimento critico e dell’indicazione delle fonti originali.
  • L’OMBRA VENUTA DAL TEMPO, “I Classici del Fantastico”, Ed. Hobby & Work, Bresso, MI, febbraio 1997, pp. 98, s.i.p. Tr. non indicate (ma di Gianni Pilo). Terza uscita “omaggio” della Hobby & Work”. Ristampa, come gli altri albi di questa serie, opere di Lovecraft nella forma editoriale apparsa nei “Mille Lire” Newton Compton. Cambiano solo le illustrazioni di copertina, in questo caso molto più affascinanti seppure anonime.
  • KADATH, “I Classici del fantastico”, Ed. Hobby & Work, Bresso, MI, marzo 1997, pp. 98, s.i.p. Tr. di Gianni Pilo. Il romanzo di Lovecraft The Dream.Quest of Unknown Kadath viene ristampato su Licenza della Newton Compton. La traduzione è quindi parziale, basata sul testo non corretto.
  • LA CASA DELLE STREGHE, Viviani Editore, Roma, 1997. Libro stampato come “edizione ferroviaria”, distribuito in omaggio ai passeggeri del Pendolino che viaggia da Roma a Milano. Senza averlo visto, supponiamo contenga le stesse traduzioni del volumetto “Tasco” della SugarCo che porta lo stesso titolo, la cui edizione più recente è del 1992.
  • IL CASO DI CHARLES DEXTER WARD, “I Classici del fantastico”, Ed. Hobby & Work, Bresso, MI, aprile 1997, pp. 98, s.i.p. Tr. di Gianni Pilo. Ultima uscita dei 5 albi albi non in vendita allegati come omaggio alla rivista “Cinema SFX”. Il romanzo omonimo è presentato nella forma e traduzione dei “Mille Lire” Newton Compton, quindi una lettura per chi non cerca la qualità nel testo. Nel 1998, i cinque volumetti stampati da Hobby & Work sono stati incellofanati insieme e venduti nelle edicole al prezzo complessivo di £. 7.500.
  • SOTTO IL SEGNO DI HPL, a cura di Gianfranco de Turris, Ed. Yorick Fantasy Magazine, Reggio Emilia, 1997, pp. 170, s.i.p. [£. 25.000]. Intr. di G. de Turris. Secondo volumetto per collezionisti, dopo Lovecraftiana (v.), realizzato con cura e in edizione limitata dal Circolo italiano di Lovecraft che fa capo alla rivista “Yorick”. Ideato dall’esperto de Turris, raccoglie 9 storie italiane che hanno come personaggio protagonista lo stesso Lovecraft, impegnato in avventurose vicende che spaziano dalla fantascienza all’orrorifico. Un modo curioso per vedere come lo scrittore riesce a “vivere” anche narrativamente sotto la penna di scrittori dai differenti stili. Vale la pena di spendere qualche parola sull’eccellente veste tipografica del libro, che si arricchisce di ottime illustrazioni interne approntate appositamente da disegnatori nostrani. Quale
    “postfazione”, è incluso un saggio del sottoscritto che analizza il “personaggio Lovecraft” nella produzione estera.
  • INCUBI DALLE TENEBRE, Collana economica tascabile n. 64, fanucci, Roma, 1997, pp. 256, £. 12.000. Tr. di Ornella Ranieri Davide. Una nuova traduzione (ma in realtà la traduttrice “rispolvera”, migliorandole un po’, quelle da lei già fatte per i volumi “Tutto Lovecraft” di Fanucci) di 9 storie “oniriche” di Lovecraft, da “I Gatti di Ulthar” a “Oltre il Muro del Sonno”. Purtroppo le storie non sono inserite in sequenzialità di stesura, come sarebbe stato più corretto fare. Non viene neppure data indicazione delle fonti da cui si è attinto e il titolo originale dei racconti è omesso.
  • IL MEGLIO DEI RACCONTI DI LOVECRAFT, a cura di Giuseppe Lippi, Oscar Narrativa n. 1646, Mondadori, Milano, 1997, pp. XX-412, £. 14.000. Tr. di G. Lippi, Gianna Lonza e Claudio De Nardi. Introduzione, “nota sui racconti” e Bibliografia di G. Lippi. Sono qui raccolte 14 storie scelte tra quelle più rappresentative della produzione di Lovecraft, in traduzioni integrali riprese dai canonici quattro Oscar di “Tutti i Racconti” (v.). La selezione è particolarmente adatta per chi voglia scoprire l’opera più peculiare e distintiva dello scrittore ponendola nel giusto contesto critico. Esemplare come sempre l’introduzione (“La Solitudine del Visionario”) del curatore Giuseppe Lippi.
  • NECRONOMICON 2: LA TOMBA DI ALHAZRED, cura anonima, Collana economica tascabile n. 70, Fanucci, Roma, 1997, pp. 256, £. 12.000. Spacciato come “il seguito del Libro Proibito di Howard Phillips Lovecraft”, è in realtà un “falso” tutto italiano, messo in piedi pedestramente con quello che sembra lo scarto di un romanzo sui Miti di Cthulhu e con “sunti” di lettere e appunti dello stesso HPL ripresi dalle edizioni Mondadori. Vi si immagina il ritrovamento della tomba dell’arabo Alhazred, l’autore dell’immaginario Necronomicon che qui viene accostato al grimorio magico conosciuto
    come Lemegeton, o “Libro degli Spiriti”. Un’operazione puramente commerciale, senza neppure l’intento divertito che aveva animato Wilson & Co.
  • SAGGEZZA STELLARE. Nel Segno di Lovecraft racconti soprannaturali per il Nuovo Millennio, a cura di D. M. Mitchell, Collana “Stile Libero”, Einaudi, Torino, 1997, pp. 200, £. 13.000. Trad. di Antonio Caronia, Stefano Massaron e altri; Intr. di Daniele Brolli. Si tratta della traduzione italiana dell’originale “The Starry Wisdom: A Tribute to H. P. Lovecraft”, antologia di racconti e fumetti pubblicata dalla Creation Books di Londra. Non contiene storie di HPL ma “pastiche” ispirati alle sue tematiche e alle sue atmosfere scritti da autori moderni, tra cui Alan Moore, Ramsey Campbell, J. G. Ballard, Robert M. Price, ecc. Rispetto all’opera originale, mancano però alcune storie e le riduzioni a fumetti.

1998

  • STORIE AGGHIACCIANTI, a cura di Gianni Pilo, Collana “Grandi tascabili economici”, Newton Compton, Roma, 1998, pp. 320, £. 6.900. Tr. di G. Pilo. Un pout-pourrì che mescola racconti di Lovecraft e “revisioni” fatte da quest’ultimo per conto di altri autori, tutti con il denominatore unico di essere, a detta del curatore, i più adatti a suscitare nel lettore una sensazione di orrore “agghiacciante”. Tuttavia, le storie non sono certo le migliori scaturite dalla penna del Sognatore, trattandosi per lo più dei juveniles di un Lovecraft ancora immaturo. Le traduzioni sono le stesse delle altre edizioni Newton.
  • IL VENTO DELLE STELLE. Storie in versi e No, a cura di Sebastiano Fusco, Ed. Agpha Press, Roma, 1998, pp. 340, £. 34.000. Tr. di S. Fusco; Intr. di Gianfranco de Turris. Un ampio volume, ben curato e impeccabile anche sotto un punto di vista grafico, che raccoglie tutta la poesia fantastica di Lovecraft in eccellente traduzione, con diverso materiale inedito o ritradotto exnovo (come i “Funghi da Yuggoth”) arricchito da note, approfonditi commenti e ampi estratti provenienti dall’epistolario dell’autore e da altre fonti. Una vera miniera di notizie per gli appassionati ed una delle migliori uscite italiane dedicate ad HPL.

1999

  • LOVECRAFT 2000, a cura di Jim Turner, “I Libri della Mezzanotte”, Sperling & Kupfer, Milano, 1999, pp. 358, £. 31.500. Tr. di Gian Paolo Gasperi. La raccolta lovecraftiana per il Nuovo Millennio. Si tratta della traduzione dell’originale “Cthulhu 2000: A Lovecraftian Anthology” (Arkham House, 1995) e comprende 15 racconti degli autori più rappresentativi del new horror contemporaneo, come Harlan Ellison, Bruce Sterling, Roger Zelazny, F. Paul Wilson, Poppy Z. Brite, che qui offrono il loro tributo a Lovecraft. A loro merito c’è da dire che quasi tutti riescono nel difficile compito di scrivere moderne storie lovecraftiane senza per questo scadere nel “pastiche” o nel semplice omaggio. Rispetto alla raccolta originale mancano tre racconti.

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