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Il vento delle stelle, Storie in versi e no

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H. P. Lovecraft, IL VENTO DELLE STELLE: STORIE IN VERSI E NO, a cura di Sebastiano Fusco (Edizioni Agpha Press, Roma, 1998, pp. XII-340, £. 34mila). 

Ecco un libro che non dovrebbe mancare nella biblioteca di nessun lovecraftiano.
Finalmente, e per la prima volta, abbiamo un’edizione organica e davvero esaustiva, per di più criticamente ed editorialmente valida, della poesia fantastica di H. P. Lovecraft, che nonostante meriti degna attenzione è stata trattata sempre superficialmente dalla critica specializzata. Del tutto ingiustamente, perché i componimenti di Lovecraft, se letti nella giusta maniera, rivelano aspetti nuovi della fantasia del Sognatore che non emergono nella sua narrativa. Un plauso quindi ad Agpha Press, nuova casa editrice romana, per aver pubblicato in maniera impeccabile l’intero corpus poetico d’ispirazione fantastica del Maestro di Providence. Prima di questo libro, non c’era nulla di veramente valido su questo aspetto non certo trascurabile della sua opera, spesso (ed a torto) negletta, come dicevamo, e finora accessibile solo in un vecchio paperback di nessun rilievo critico (Fungi from Yuggoth & Other Poems della Ballantine è del 1971) o in booklets testualmente corretti ma di poco spessore e scarsa illuminazione (The Fantastic Poetry e Fungi from Yuggoth della Necronomicon Press), edizioni che a poco o a nulla sono servite per sfatare il luogo comune sul Lovecraft poeta. Nessuno, prima d’oggi, si era preso la briga di rivalutare i versi di HPL mettendoli sullo stesso piano della sua celebrata produzione in prosa. È un vanto, questo, che spetta ora all’Italia, perché l’opera di riconsiderazione compiuta da Sebastiano Fusco, curatore del libro, non ha precedenti e dovrebbe servire a far meditare i curatori e gli esperti lovecraftiani d’oltreoceano.
Ma analizziamo da vicino il bel volume, impreziosito per di più da tutte le tavole che il disegnatore fantastico Virgil Finlay ha dedicato a Lovecraft. Nelle sue oltre 300 pagine troviamo, suddivisi in vari capitoli, tutti i versi d’argomento fantastico scritti da Lovecraft, dal sublime Nemesis, poema venato di sentimenti d’inquietudine, allo struggente Il Coscritto, amaro apologo sugli orrori della guerra, da Disperazione, in cui Lovecraft si abbandona all’avvilimento del periodo, al monumentale Psychopompos, vero e proprio “tale in rhyme” degno d’affiancarsi ai migliori racconti dello scrittore. E tra i suoi capolavori in versi spiccano Il Lago dell’Incubo, quasi un’esperienza metafisica, e A un Sognatore, che a merito può venir preso a manifesto dell’intero pensiero lovecraftiano. Ma la parte più ampia del volume, giustamente, è riservata ai famosi Funghi di Yuggoth, i criptici sonetti composti da Lovecraft in un periodo di soli nove giorni (dal 27 dicembre 1929 al 4 gennaio 1930) e dove, per usare le parole di Fusco, “sono sintetizzate e cristallizzate tutte le valenze ispiratrici dello scrittore, tutti i cardini più importanti dei Miti: il libro maledetto, le divinità tenebrose, le località d’incubo, le ‘soglie’ che si spalancano improvvise sopra universi di terrore, i rituali immondi, le creature emerse da abissi insondabili, e via di seguito”. “Leggere i Fungi”, continua Fusco nella sua nota introduttiva, è come sfogliare un catalogo – ricco e splendidamente illustrato – del mondo fantastico lovecraftiano, nel quale ogni pagina riporta a tutto un complesso universo simbolico, con diverse articolazioni e sfaccettature”.
Ma a parte la validità intrinseca dell’opera per sé, c’è da sottolinearsi lo splendido e minuzioso lavoro di Fusco come curatore, il quale ha provveduto ad arricchire i testi di Lovecraft con dotte introduzioni, decine e decine di note esplicative e altri scritti (lettere inedite dello stesso HPL, schede su temi, luoghi e personaggi lovecraftiani, cronologie, ecc.) che inquadrano nel loro giusto contesto quegli straordinari componimenti. Un commentario quindi di tutto rispetto, che tiene conto della critica più aggiornata e da fondamento alla validità poetica di Lovecraft. Un lavoro a dir poco monumentale, e imprescindibile dall’eccellente giudizio globale. Il volume, infatti, è una vera “miniera” per appassionati e cultori dell’opera di HPL, e in esso ognuno, anche il più esigente, potrà fare nuove scoperte, trovare nuovi aneddoti, curiosità, ecc. anche su aspetti poco noti della personalità dello scrittore. Indubbiamente, IL VENTO DELLE STELLE è un libro da leggere e rileggere più volte per assaporare appieno il gusto dei versi e la ricerca critica che vi ruota intorno. Oltre a ciò, è un nuovo, importante tassello che consente di aggiungere ulteriori elementi alla nostra conoscenza della multiforme personalità, artistica, umana e letteraria, del Sognatore Howard Phillips Lovecraft.

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