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La verità su Marte

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Il seguente articolo di HPL è stato presentato in anteprima italiana su questo sito, trattandosi di un inedito che fa parte di un “work in progress” a cura di Pietro Guarriello, che avrà come titolo Merlino Redivivo e altri Scritti Curiosi di H. P. Lovecraft. I diritti di copyright appartengono ai relativi detentori.

La peculiarità più nebulosa di Marte, quella meno chiaramente definita, è costituita dai cosiddetti “canali”, delle venature scure ed estremamente strette che ricoprono, la superficie del pianeta come una rete. Furono scoperti nel 1877 da Schiapparelli di Milano, e da allora hanno ricevuto attenzione in connessione con l’idea fantastica che fossero dei giganteschi canali d’irrigazione costruiti dalle mani di marziani intelligenti.
C’è, in verità, qualcosa degno di nota nella precisione quasi matematica di queste linee, nelle oscure macchie circolari chiamate “oasi” che marcano le loro intersezioni e, probabilmente, i loro mutamenti di stagione in stagione; esse sono così confuse e difficilli a vedersi che la loro esistenza è stata messa in dubbio fino ai tempi recenti, quando alcune sono state fotografate con successo. Il loro cambiare nel tempo forse scandisce le stagioni degli anni di Marte, e la misura immensa in cui sono state “costruite”, fuori da ogni proporzione di lavoro umano, si può probabilmente spiegare con la minore forza di gravità del pianeta.
La vera natura dei canali è argomento di grande disputa, dacché un ormai invecchiato Percival Lowell, un osservatore privato il cui eccellente telescopio fu posizionato nell’aria chiara di Flagstaff, Arizona, sviluppò una teoria elaborata asserendo che i canali, che in linee assolutamente diritte dirigono, dalla calotta polare verso il centro del pianeta, furono costruiti da esseri intelligenti.
Infondate come la maggior parte di queste speculazioni possono essere, e probabilmente
sono, tuttavia non è impossibile che ESSERI VIVENTI DI QUALCHE SORTA POSSANO ABITARE SULLA SUPERFICIE DI MARTE, comunque lasciata all’immaginazione del lettore, o del romanziere ingegnoso, la rappresentazione del loro aspetto, taglia, intelligenza ed abitudini.
In questi giorni, in cui il nostro pianeta è così agitato per le assurde guerre dei suoi insignificanti abitanti*, è confortante rivolgersi al vasto spazio etereo e scorgere altri mondi, ognuno con i suoi unici e pittoreschi fenomeni. Mondi dove nessun’eco di conflitto terrestre, o di dolore, può far sentire il suo risuono.

* Quando HPL scriveva il presente pezzo si era infatti al culmine della Prima Guerra Mondiale (N.d.C.).

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